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Filosofia al femminile
È dedicato alle rispettive madri il volume, Filosofia delle donne, di Pieranna Garavaso (docente di Filosofia, Università “Morris”del Minnesota) e di Nicla Vassallo (docente di Filosofia della conoscenza, Università di Genova), edito quest’anno da Laterza.
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Alma Mahler Stampa E-mail
Scritto da Paola Dalle Molle   
venerdì 04 maggio 2007
Alma Mahler dipinta da Kokoschka  "Alma Mahler o l'arte di essere amata" di Garzanti-Gli elefanti Saggi

Parliamo ancora di grandi donne. Esempi femminili in cui ognuna di noi può ritrovare una parte di sé stessa anche se le protagoniste o le autrici vivono (o sono vissute) in paesi lontani dal nostro e in epoche diverse. Questa volta vorrei segnalare un libro intitolato " Alma Mahler o l'arte di essere amata" scritto da Francoise Giroud edito da Garzanti- Elefanti Saggi. In realtà si tratta di un saggio che leggerete con la stessa avidità con cui si affronta un romanzo avvincente. E quando chiuderete l'ultima pagina del libro forse, vi troverete a chiedervi se oggi ci sono ancora donne così incredibilmente forti e "femminili", così intense da lasciare un segno indelebile nella loro epoca. Vissuta nella Vienna "fin de siécle" , Alma figlia del pittore Emil Schindler , possedeva un magnetismo e una singolare luce nello sguardo. Assetata di cultura, intelligente e ambiziosa voleva (e ci riusciva) essere amata da molti uomini nei quali riconosceva il genio creativo. Volitiva, piena di fascino e di talento divenne moglie del musicista Gustav Mahler, dell'architetto Walter Gropius e poi, dello scrittore Franz Werfel ma fu amante, fra gli altri , di Oskar Kokoschka che la rese immortale in molti suoi ritratti. Il destino la condusse ad essere la musa ispiratrice di quattro rappresentanti fondamentali della cultura del Novecento ma ogni volta, Alma si ritroverà respinta dalle stesse personalità geniali che l'avevano attirata. Alma Mahler dotata di un carattere dalla forza impressionante si circondò di uomini e di geni creativi fino a tarda età. Fu amatissima ma anche altrettanto detestata. Elias Canetti la descrive come una mantide falsa e grassa che amava circondarsi dei trofei dei suoi mariti. Solo quando sarà costretta a trasferirsi in America per sfuggire al nazismo insieme a molti intellettuali tedeschi, il suo fascino e il suo desiderio di dominare sembreranno ritirarsi.Al suo arrivo, Klaus Mann, fratello di Thomas la descriverà "un po' giù", come una regina decaduta. La dominatrice di epoca aveva definitivamente perso il suo "regno" ma il suo passaggio in un epoca resterà immortale come le opere degli uomini che aveva ispirato.
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