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Nuove stravaganze in chirurgia estetica Stampa E-mail
Scritto da Irene Ciammella   
martedì 23 ottobre 2007

Non c’è da stupirsi se quando si parla di chirurgia estetica si finisce col parlare anche di moda. Recenti sondaggi hanno messo in luce come "i piccoli ritocchini" stiano diventando una pratica sempre più diffusa, quasi una tendenza.

chirurgia esteticaInfatti, le donne che decidono di rifarsi "qualcosina" hanno sempre labbra a canotto e seno dalla quarta misura in su, oppure zigomi alti e naso vagamente alla Michael Jackson. Come chiamare tutto ciò se non moda? Perché si tratta di ispirarsi a un modello, e un modello rientra sempre e comunque nella categoria del fashionable.

 

Ad esempio l’ultima tendenza in fatto di chirurgia plastica è la ricostruzione dell’imene.

Molte donne si rivolgono prima al proprio ginecologo e poi al chirurgo per "rivivere la prima volta". Così, attraverso un semplice intervento che restituisce la verginità anatomica, sarà come essere tornate indietro nel tempo per toccare l’illusione di una innocenza platonica. Un gran viaggio mistico realizzabile in day hospital al prezzo di 5 mila euro.

A qualcuno potrà sembrare una follia, ma i dati parlano chiaro: è in crescita il numero di donne che ricorre a quest’intervento.

E’ quasi un paradosso, per il fatto che l’emancipazione femminile nel nostro secolo è oramai un dato di fatto, eppure sembra che ci sia qualche donna "pentita" per colpa di tutta questa libertà che il mondo le offre, tanto che è disposta a spendere un bel po’ di soldi per riconquistare la sua integrità, anche se artificiale.

Però, non è la ricostruzione dell’imene la vera novità, ma bensì il botulino utilizzato per avere "un aspetto più fresco", per sembrare "meno stanche e stressate", per "incrementare l’autostima" e via dicendo.

Il botox o botulino, nonostante sia un farmaco usato dal 1989 per fini medici prima che estetici, soltanto negli ultimi anni è riuscito a farsi strada tra il collagene e l’acido ialuronico, già utilizzati in chirurgia estetica per "migliorare l’espressione del volto".

Uno studio condotto dalla londinese Research International, su un campione di 10.500 uomini e donne, provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Stati Uniti, rivela che una donna italiana su dieci ha provato il botulino. Il che sta a significare che le donne italiane lo usano più di tutte le altre donne europee e americane. C’è da dire però, che tutto questo succede al Centro Nord perché al Sud, dati alla mano, è tutta un’altra storia. Per una questione culturale ma anche economica.

Inoltre, dallo studio emerge che le donne del Belpaese sono quelle più inclini a vedersi più giovani della loro età, quelle che si percepiscono meno stressate e che spendono per la bellezza più delle americane. Dunque, siamo abbastanza rilassate, il nostro aspetto fisico ci garantisce una discreta sicurezza in noi stesse anche grazie, visti i numeri, alle punturine di botox.

Ma che cos’è esattamente questo botulino? Non è una crema antirughe, non blocca il tempo e non fa nemmeno tornare giovani, ma è un farmaco che dona un’espressione più rilassata al volto. E Ciò si traduce in un atteggiamento maggiormente positivo nei confronti del prossimo, appunto perché il viso appare meno stressato.

Non è pericoloso, fatta eccezione per eventuali reazioni allergiche e un sovradosaggio, oppure -in casi estremi- si può incappare in una dipendenza psicologica. La stessa Drew Berrymore dichiarò: «Una volta che hai cominciato, non puoi smettere». In realtà, ciò che c’è di vero in tutto questo è che essendo un trattamento che accontenta molto chi lo prova è difficile rinunciarci. Non significa che c’è il rischio di diventare botox-dipendenti.

Il successo del botulino è anche dovuto al suo costo che è abbastanza contenuto se lo si paragona a qualsiasi altro intervento estetico: circa 400 euro a seduta (non vanno superate le 3 sedute all’anno). Inoltre è definito "il lifting della pausa pranzo" appunto perché si fa il 7/8 minuti, non fa male e i colleghi non si accorgono di nulla.

Per tutti questi motivi non si ha alcuna difficoltà ad ammettere di usare il botox, a differenza di altri "aiutini".

Una nota di colore all’argomento è aggiunta dai cosiddetti botox party. La moda è scoppiata qualche anno fa: uno sfizio per pochi e uno spauracchio per i professionisti del settore.

Non si tratta di semplici iniezioni di botulino a domicilio, ma di iniezioni che vengono effettuate tra una porzione di sushi e una pochette griffata, nei salotti della Roma bene.

Chi ha presenziato a un botox party racconta di una cena a buffet, di ospiti altolocati (professionisti, banchieri, industriali ecc.) e del "finale a effetto".

Il chirurgo, anestesista al seguito, fa accomodare gli ospiti sul divano, e armeggia con gli attrezzi del mestiere: siringhe, fiale di botulino, anestetici e cortisone (casomai qualcuno dovesse scoprirsi allergico). Un sorriso per esorcizzare la paura dell’ago, un buco sulla fronte, uno sulla tempia e via.

Particolare non trascurabile: nessuno caccia un euro. Il chirurgo porge agli ospiti il suo biglietto da visita e la padrona di casa scala posizioni in società.

Leggenda metropolitana o stravaganza modaiola?

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